La piazza Carlo Pedretti, il centro espositivo Leo-Lev di Vinci, la nuova mostra vinciana

Intervista all’architetto Oreste Ruggiero, coordinatore artistico del centro espositivo della piazza inaugurata il 5 ottobre 2019.

Una delle principali caratteristiche dell’anno leonardiano che sta terminando in quel di Vinci è il tentativo di favorire una nuova sinergia tra il mondo dei privati e quello del pubblico, al fine di trovare nuove forme d’investimento, sviluppo e promozione del patrimonio storico, artistico e culturale.
A dare inizio a questo nuovo ciclo di opere sono state, nel dicembre scorso, l’inaugurazione del centro espositivo e culturale LEO­-LEV e la nuova Piazza Carlo Pedretti, sorta tra Via Roma e Via IV Novembre.

Ne parliamo con il coordinatore artistico del progetto, Oreste Ruggiero, architetto, artista e saggista, personaggio di rilievo internazionale per i suoi saggi di architettura, storia e romanzi, le collaborazioni con lo storico dell’arte Bruno Zevi, e artisti come Mario Ceroli; le commesse nazionali (Montecatini Terme) e internazionali (Ro­mania, Qatar).
Nella biografia si legge che la sua ricerca costante come artista «è lo “spazio”, in tutte le sue forme, non solo fisiche, ma anche attraverso l’indagine del sim­bolo che sia nell’arte, che nell’opera letteraria, appartiene a un mondo mitico e parallelo a quello della dimensione materiale». Una definizione che intriga e ben si addice, come punto di osservazione della nuova Piazza Carlo Pedretti.

«La composizione della piazza nasce dalla realizzazione di una mia opera artistica, “Il nucleo delle terra“, per il padiglione russo all’Expo 2015 – sottolinea l’architetto Ruggiero -. Il tema era l’intreccio arboreo della Sala delle Asse di Leonardo nel Castello sforzesco che doveva evocare, fra altri simbolismi, i legami fra le genti nella sala dove il Moro accoglieva le delegazioni e ambasciatori di paesi stranieri. Un intreccio che ho voluto riproporre a Vinci, il cui nome deriva proprio, sembra, dall’intreccio delle pianta di vinco. I nodi che Leonardo ha sviluppato come intreccio infinito e simbolo della sua Achademia».
Un’opera del genere non poteva che essere intitolata all’illustre studioso leonardiano, cittadino onorario di Vinci e di Lamporecchio. Come tiene a precisare l’architetto Ruggiero: «La richiesta d’intitolazione della piazza a Carlo Pedretti è stata da me formulata di concerto con la proprietà, quale imprescindibile riconoscimento al valore di studioso e all’affetto dell’amico Carlo Pedretti per la città di Vinci; ed è stata prontamente accolta e sostenuta nel suo iter burocratico dal Sindaco Giuseppe Torchia.
Nella piazza è presente un altro omaggio a Carlo Pedretti: è la fontana panniculata, tratta da un disegno di Leonardo, che il Professore cercava di realizzare assieme all’artista e amico Villy Modica da oltre trent’anni e oggi da me rivisitata attraverso un nuovo appassionante dialogo con Pedretti, è realtà».
La Piazza rappresenta il punto di accesso ai locali del nuovo Centro Epositivo e culturale LEO­LEV, realizzato attraverso il recupero della Villa Bellio-­Baronti-­Pezzatini, un imponente complesso ottocentesco fino a tre anni fa in stato di completo degrado nel centro storico della città di Vinci.

Come ricorda l’architetto Ruggiero: «Gli scopi del Centro, fra gli altri, sono la valorizzazione dell’arte e dello studio dell’arte in genere, comprese tutte le espressioni della cultura e della ricerca del sapere. Naturalmente, essendo stato realizzato a Vinci, il tema guida del Centro fa riferimento all’opera di Leonardo in tutte le sue molteplici valenze, ma ancora di più fa riferimento al “mondo di Leonardo”, che va dalla sua epoca al mondo contemporaneo, essendo tuttora considerato “uomo universale”. Una ricerca sui temi leonardeschi, quindi, che va oltre il Leonardo da Vinci delle macchine e dei dipinti noti».

Il Centro Culturale e la città: quali sono le potenzialità e le sinergie da sviluppare?
«Il Centro Leo­Lev che coordino sul piano artistico, per i prossimi eventi in programma ha un suo progetto che non può e non intende escludere la realtà locale, tant’è che è in essere una convenzione fra la proprietà e il comune di Vinci. Riguardo ai programmi: la mostra sull’Angelo Annunciante di San Gennaro, il cui restauro era un’aspirazione del professor Pedretti; il recupero di un intero complesso a valenza artistica e culturale nel centro di Vinci; la realizzazione della fontana leonardesca; gli skyline artistici sulla nuova Piazza Carlo Pedretti realizzata dal­la proprietà Leo­Lev costituiscono programma e realtà sui quali si disegnerà anche il prossimo futuro».

Il 5 ottobre prossimo nei nuovi locali del Centro verrà inaugurata una grande mostra con l’esposizione di un’opera appena restaurata, che negli scorsi anni ha fatto discutere molto il mondo accademico e gli studiosi leonardiani dal titolo provocante: “Se fosse un Angelo di Leonardo….
Viene infatti esposta la scultura in terracotta Angelo Annunciante di San Gennaro, attribuita da alcuni studiosi a Leonardo giovane, recentemente restaurata, su iniziativa del Centro Leo­Lev, dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La pubblicazione del catalogo e la mostra saranno curate oltre che dall’architetto Ruggiero, da Ilaria Boncompagni della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara e da Laura Speranza dell’Opificio delle Pietre Dure. Si annunciano inoltre, per la durata dell’esposizione, molti eventi collaterali.
Si tratta di un nuovo grande evento a conclusione di un anno speciale per Vinci e il nostro territorio, un’occasione per ammirare la nuova piazza e i locali appena restaurati del Centro.
Un grazie sincero all’architetto Ruggiero per averci donato questa importante anteprima.

(Per il più curiosi, Lev è l’equivalente di Leo in russo, la lingua degli attuali proprietari del complesso museale).


Nicola Baronti
questo articolo è stato pubblicato sul numero 120 di Orizzonti, settembre 2019

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