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La Biblioteca Sonora va a Firenze con la “Camera a due letti” di Stefano Vestrini

La Biblioteca Sonora va a Firenze con la “Camera a due letti” di Stefano Vestrini

Andiamo a Careggi, con la “Storia di Silvana”, il breve romanzo di un altro degli autori locali letti da Andrea Giuntini.

Stefano Vestrini è nato a Firenze nel 1962.
Ha pubblicato per F.M. edizioni il racconto “Fabio è nato” (2004) e “La cosa nuova”(2005).
Per Titivillus editore è uscito nel 2008 “Un chicco d’uva ” , e più recentemente “I Beatles e la malinconia ” e “L’inverno dei mirtilli “(Conchiglia di Santiago editore).
Il suo testo teatrale “Gli occhi di Charlie sono azzurri” è stato rappresentato al Festival di Volterra nel 2019.
Dal racconto Storia di Silvana (Ibiskos Risolo 2007) è tratto un audiolibro musicale con voce narrante di Silvia Bagnoli.

Biblioteca Sonora, “La pietà” di Katia Lari

Biblioteca Sonora, “La pietà” di Katia Lari

Nono episodio del podcast che ci porta in giro per il territorio alla (ri)scoperta dei nostri autori locali. Adesso tocca a Katia Lari.

Nata a Firenze, la casa dove vive è piena di letteratura; il nonno fa il libraio. Esploratrice di parole, comincia a leggere molto presto, scrive e illustra le sue storie. Studia arte, lavora come grafica, disegna fumetti. Con le sue tavole partecipa a due edizioni di Lucca Comix. In seguito restauratrice di affreschi a Firenze, Pistoia e ad Arezzo. Studia canto lirico, musica contemporanea con il compositore Marco Lenzi, musica antica e musica di tradizione orale.
Fonda il quartetto Artemisia e il duo Nuda voce. È attiva nel collettivo Superazione e promuove l’arte contemporanea e la performance.
Scrive costantemente: narrativa, teatro, testi per canzoni. Tuttora illustra storie per i piccoli. Il suo romanzo di esordio, “Un salto al buio”, è edito da CartaCanta.
Vive in collina a Vinci, a pochi passi dalla casa natale di Leonardo.

Biblioteca Sonora, Silvano Salvadori e “Il pian del Penna”

Biblioteca Sonora, Silvano Salvadori e “Il pian del Penna”

Andrea Giuntini legge “Il pian del Penna” di Silvano Salvadori, e andiamo oltr’Arno per un nuovo episodio della Biblioteca Sonora.

Laureato in architettura nel 1972 all’Università di Firenze, ha seguito la specializzazione in Storia dell’Arte all’Università di Bologna.
Dopo due anni di borsista per il CNR, ha insegnato per dieci anni Arte dei Metalli e dell’Oreficeria all’Istituto d’Arte di Pistoia e per venti al Liceo Virgilio di Empoli Storia dell’Arte fino al 2003, dove ha fondato l’indirizzo del Liceo Artistico. Contemporaneamente è stato docente all’Istituto Superiore Industrie Artistiche e poi per dodici anni dirigente scolastico. L’attività giovanile di pittore e scultore è continuata in una progettazione architettonica rivolta all’arredo urbano, chiese (“Spirito santo” di Serravalle in Empoli), parchi (Parco dei Mandorli a Montaione, Arboreto di Pistoia), restauri (come quello della Gerusalemme di San Vivaldo), monumenti a seguito di concorsi nazionali vinti (Certaldo, Montaione, Calenzano).

Oltre a numerosi articoli, saggi e testi teatrali, ha pubblicato libri su tematiche letterarie (il “Quaderno” di Dino Campana), artistiche (“Il mio Pontormo”), musicali (“Si riapra il sipario!” su L’Arlecchino di Ferruccio Busoni).
Ha compiuto ricerche sulla cultura popolare del territorio empolese e di quello di Marradi e su alcuni personaggi empolesi più rappresentativi: lo scultore Dario Manetti, i musicisti Fanfulla Lari e Alfonso Dami ed ora lo scrittore Renato Fucini.

La sesta lettura della Biblioteca Sonora è dedicata ad Aldemaro Toni

La sesta lettura della Biblioteca Sonora è dedicata ad Aldemaro Toni

Andrea Giuntini legge “Il ritorno” di Aldemaro Toni, e ci spostiamo a Fucecchio per il nuovo episodio dedicato agli autori locali.

Aldemaro Toni è nato e vive a Fucecchio; è direttore della rivista Erba d’ Arno. Laureatosi in Lettere, ha fatto studi sul poligrafo veneziano Ludovico Dolce; ha pubblicato nel 1991 il libro “La canonica”, “La Borghi”, 2001, “Una guerra lontana”, 2009, “Doddy”, 2010, “Al Sara Hotel”, 2018.

Suoi scritti si trovano anche nell’Antologia degli scrittori fucecchiesi, 1990, e in altre riviste di cultura.

Il senso del gesto rituale. Storie e aneddoti di una tradizione vinciana

Il senso del gesto rituale. Storie e aneddoti di una tradizione vinciana

Il Giorno di Leonardo 2021 si è fatto; on line, ma si è fatto. Nella speranza di rifarlo di nuovo in presenza, mantenendone la tradizione.

Il lancio della corona d’alloro in onore a Leonardo è una tradizione vinciana, che si ripete ormai da oltre un secolo.
La prima volta che gli aviatori fecero volare oggetti dal cielo a Vinci, biglietti e corone in onore di Leonardo, fu esattamente in occasione delle Celebrazioni Leonardiane del 25 maggio 1919, molto probabilmente da un’idea del prof. Alessandro Martelli per solennizzare la cerimonia, sorprendere i vinciaresi del tempo e allietare i convenuti a Vinci a livello nazionale.

L’usanza è stata ripresa in occasione delle successive celebrazioni leonardiane del Novecento, diventando l’evento principale del “Giorno di Leonardo” dagli Anni Sessanta. Si può quindi considerare una sorta di rito vinciano, un gesto rituale nel quale si riconosce una comunità, che condivide gli stessi valori, emozioni e ricordi.
La partecipazione della gente è fondamentale per solennizzare il rito, anzi è parte fondamentale dello stesso, sia laico che religioso.

In tempo di pandemia, purtroppo non è possibile ripetere questo rito vinciano con il pellegrinaggio ad Anchiano e la scansione tradizionale; la partecipazione non è con la presenza fisica, ma con quell’appendice protesica comunicativa del cellulare. Il rito non può comunque venire meno.
E così è stato. Stamani, 18 aprile 2021, alle 11, grazie all’associazione I Pinguini ASD Scuola di Volo si è ripetuto in collegamento on line, via Facebook da quel di Anchiano, nell’ambito del rinato Giorno di Leonardo a cura della Pro Loco Vinci.
Quest’anno è stato anche un rito propiziatorio perché accompagnato dalla speranza di ritornare ben presto in presenza, con tanta gente di Vinci e non, in pellegrinaggio ad Anchiano, nel luogo del mito leonardiano.

Risuonano nella mente le parole del professore, poi diventato senatore, Alessandro Martelli, pronunciate il 25 maggio 1919 ad Anchiano, a chiusura delle Celebrazioni Leonardiane per i 400 anni dalla morte di Leonardo, che segnarono l’inizio del “rito di devozione”, del laico pellegrinaggio alla presunta casa natale del Genio: “Della grandezza di questo figlio della terra di Vinci, onorato da tutto il mondo, fa fede la stessa concordia di animi che tutti, di differenti paesi e condizioni e differenti per principi e cultura, ha concordemente raccolti in un unico rito di devozione per quell’essere superiore, che apparve come un’anima irrequieta alla ricerca affannosa delle bellezze e delle verità naturali“.
Purtroppo, come ci insegna la storia, alle parole del prof. Martelli non seguirono i fatti e quella concordia di animi ben presto finì nelle maglie dei totalitarismi e sanguinose dittature che hanno segnato il secolo scorso. L’aneddoto insegna che anche dei riti occorre sempre conoscere e salvaguardare il senso originario, andare alla radice di quella verità che è figliola dell’esperienza, come diceva Leonardo, non cadere nel facile inganno della mera ritualità, dando per scontato che nulla cambia o potrà cambiare.

Nicola Baronti
Bibliografia : Cronache Vinciane – Quaderno VIII – IX Archivio Vinci nel Cuore, 2018 ; Leonardo commemorato nella sua terra natale, Roma, 1919 pag. 37

Ascoltiamo Tamara Morelli e i suoi ricordi sull’Arno

Ascoltiamo Tamara Morelli e i suoi ricordi sull’Arno

Foto di copertina: Gianni Nucci

Continuiamo il nostro percorso insieme alla voce di Andrea Giuntini, attraverso la narrativa locale, alla scoperta dei nostri luoghi.

Tamara Morelli è laureata in filosofia; ha insegnato nelle scuole del Comune di Vinci per molti anni. La sua passione per la scrittura risale all’adolescenza, ma è scaturita in maniera più consapevole durante i primi Anni Duemila, quando iniziò a scrivere racconti fantastici per gli alunni della scuola primaria. Ha maturato pian piano uno stile personale che l’ha indirizzata verso una narrativa ora a carattere fiabesco, ora a carattere intimistico-psicologico. In anni più recenti si è affacciata a esperienze narrative a carattere biografico e alla saggistica. Nel 2017 è risultata vincitrice del Concorso Letterario ‘Domenico Rea’, sezione narrativa.  Ha pubblicato la raccolta di fiabe “Prunalba e il mistero del castello dorato” e nel 2019 “Una mimosa per dire… donna. Breve saggio sulla donna nel tempo”, editi dalla Ibiskos Ulivieri. Scrive anche per il mensile Orizzonti dal 2016.