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Gli eventi a Vinci a settembre 2020

Gli eventi a Vinci a settembre 2020

Ritorna il calendario del Vinciarese dedicato agli eventi di settembre a Vinci. Scoprite cosa c’è in giro fino alla fine del mese.

Lo scorso marzo, avevamo appena pubblicato il calendario degli eventi del mese. Era domenica 8, e l’indomani la situazione nazionale precipitò in una condizione paradossale e storica. Non c’è bisogno di ricordarlo.
Quest’estate gli eventi sono ripresi, con una magnifica Estate Vinciana; Vinci nel Cuore ha dato il suo contributo – come tutti, del resto – con il trekking urbano, la Veglia dei Poeti e il quaderno con i Cronisti Toscani.
Adesso su liominiboni.it ritrovate anche il calendario degli eventi a Vinci fino alla fine del mese. Finalmente.

Per qualsiasi cosa, l’ufficio che dà le informazioni turistiche è disponibile in Via Montalbano 1, a Vinci Capoluogo (ufficioturistico@comune.vinci.fi.it, 0571.933285).

🗓️ mercoledì 23, dalle 16.30 alle 19
SPUNTANO I LIBRI
ℹ️ prestito di libri e letture animate
📍 parco dei Mille, Spicchio
a cura della Biblioteca di Vinci

🗓️ domenica 27, dalle 10
MANIFESTAZIONE MOTORISTICA DEL TEAM GIACOMELLI
ℹ️ sfilata di auto da competizione e d’epoca
📍 dal frantoio del Ferrale ad Anchiano

🗓️ domenica 27, alle 16
LA DOMENICA LEONARDIANA presenta IL DRAGO DOMESTICO
ℹ️ attività didattica per i bambinidai 4 ai 6 anni
📍 Museo Leonardiano

🗓️ domenica 27, dalle 8 alle 20
VIALE IN FESTA
ℹ️ mercato, banchi alimentari e negozi aperti
📍 viale Togliatti, Sovigliana
a cura del Comune di Vinci e Confesercenti

È ancora possibile andare in giro per fare le passeggiate sulle colline del Montalbano e tutti i giorni il Museo Leonardiano e la casa natale di Leonardo ad Anchiano sono aperti per “L’anatomia di Leonardo” in mostra e la sezione “Leonardo e la pittura”.


Vinci nel Cuore

Luoghi e cognomi: Vinci

Luoghi e cognomi: Vinci

Vinci fra i cognomi italiani. Un viaggio attraverso la Penisola alle origini del toponimo della nostra città usato come patronimico.

tempo di lettura: 3 minuti

Su tutto il territorio italiano, il cognome Vinci, oggi appartiene a un numero abbastanza alto di persone; all’incirca 3485, con un numero massimo pari a 1223, in Sicilia, e un numero minimo rappresentato da tre Vinci, residenti in Molise.
Attualmente sono 860 i comuni italiani dove è presente il cognome Vinci, di cui 72 in Sardegna. Nel panorama dei cognomi, Vinci ha origine in gran parte del sud Italia e in città aventi onorificenze come nobili, baroni e addirittura santi. Insieme a Vinci si unisce il cognome Vincis, che invece è presente in 90 comuni italiani, di cui 40 in Sardegna. Ma queste famiglie provengono tutte dalle nostre parti?

La partecipazione nel 2015 della tennista Roberta Vinci alla finale da sogno, tutta italiana, degli US Open di New York è stato l’ulteriore spunto per una riflessione sulla derivazione del cognome.
Non occorre andare troppo lontano per trovare dei “Vinci” che non sono legati al nostro Vinci Fiorentino. Già nella metà del 1400, su alcuni documenti, si trovano notizie di un certo rimatore: Antonio Cammelli detto “il Pistoia”, meglio conosciuto come Antonio Vinci o Vincio. Cammelli era nato nel 1440 a Pistoia da una famiglia oriunda di Vinci. Anche il Vinci in questione usava come appellativo il luogo d’origine della famiglia, ma non si trattava di un compaesano di Leonardo. Proveniva invece da un altro paesino con un nome simile, San Piero a Vincio, o a Vico Petroso, borgata e “cappella”, cioè parrocchia, a ponente di Pistoia.

A proposito di Vinci e di chi porta il cognome stesso, la prima persona a cui dobbiamo fare riferimento, per stima e curiosità, rimane il nostro caro genio Leonardo: Leonardo da Vinci. Figlio illegittimo del notaio Ser Piero, Leonardo viveva nella casa paterna, “nel borgo di Vinci” e già nel XIII i suoi antenati si appellavano come “da Vinci”, ovvero come provenienti dall’omonimo paese.
L’origine del toponimo del paese di Vinci deriva probabilmente da quello del torrente Vincio che attraversa il territorio. Secondo altri autori deriverebbe dal latino vincus, vinci, che indica il nome dei salici dai ramoscelli flessibili, diffusi nella campagna tipica e tuttora usati per creare canestri o legare le viti. Probabilmente, da questo, hanno origine i “nodi vinciani”, emblema di Leonardo e della sua Accademia.
Come ricordano alcuni studiosi, in particolare Renzo Cianchi, inizialmente quel “da Vinci” non era un cognome. Al tempo di Leonardo, infatti, vi sarebbero state altre famiglie del posto che si definivano anche loro “da Vinci”, ad esempio i Cecchi, come si facevano chiamare più tardi vista la notorietà degli altri “Da Vinci”. Altre famiglie dell’epoca, invece, non adottavano il luogo di origine ma sostituivano del tutto il loro cognome: come i Bracci di Vinci, così chiamati dopo essersi trasferiti a Firenze, ma che in origine si chiamavano Bilicozzi. Secondo alcune ricerche, da approfondire e verificare, il cognome primitivo della famiglia di Leonardo potrebbe essere stato addirittura quello di Belegotti. Quest’ultimo deriverebbe dal soprannome dato al fratello di Leonardo, Giovanni Da Vinci, oste e beccaio, a Vinci, di una locanda sulla piazza del Mercatale del paese (oggi, tra Piazza Leonardo e Via Montalbano).
È curioso osservare che Giovanni di Ser Piero Da Vinci o meglio, Giovanni di Ser Piero Belegotti Da Vinci, tra racconti e dicerie aveva la fama di essere un buon bevitore, sottolineata dall’esclamazione: “be’ li gotti!” (beve i gotti!), trasformandosi successivamente in “belegottis“, ovvero bevitore di gottini (così in Renzo Cianchi, “Giovanni Da Vinci fratello di Leonardo, oste e beccaio sulla piazza del Mercatale e festaiolo della Compagnia dello Spirito Santo“, in Strumenti-Memoria del territorio di Vinci, 1977, pp. 15)
Un lungo via vai di storie e ricordi di Vinci e sui tanti signor Vinci sparsi in Italia, che aprono uno spiraglio interessante anche su ciò che accade oltre le mura del borgo di Leonardo.


Elena Parri
Questo articolo è stato nel 2016 sulla rivista dell’associazione Orizzonti

Mantenersi in attività anche da casa, parola dell’esperta

Mantenersi in attività anche da casa, parola dell’esperta

L’articolo di Licia Scardigli, fisioterapista vinciana e presidente dell’associazione Bunny Club, che da molti anni tiene in attività bambini e adulti.

tempo di lettura: 6 minuti

Da quando i corsi per gli esercizi fisici si sono interrotti a causa dell’emergenza Covid-19 e delle relative misure restrittive, tra cui la chiusura degli impianti sportivi e delle palestre, noi istruttrici non ci siamo mai fermate. Abbiamo creato per tutte le discipline (ginnastica artistica, posturale, yoga e fitness) video-lezioni da seguire da casa e le abbiamo condivise con tutti i mezzi possibili, social e WhatsApp.
Cerchiamo di stare più vicino possibile ai nostri allievi, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di un consiglio per restare in forma.
Credo che sia un modo piacevole per passare il tempo e soprattutto per mantenersi attivi e in forma, perché fare attività fisica non è solo un passatempo. Il movimento è molto importante, l’esercizio fisico migliora la salute e la qualità della vita aumentando la funzione dei vari processi fisiologici: a beneficiarne sono le ossa, le articolazioni, i muscoli e l’apparato cardiocircolatorio. Ma anche l’aspetto psicologico non è da meno, poiché fare sport facilita la produzione di endorfine responsabili del buonumore.

Detto ciò, in questo particolare periodo, consigliamo a tutti di muoversi anche a casa: i più fortunati che hanno un giardino o degli spazi dove allestire una sorta di palestra saranno avvantaggiati, ma la ginnastica si può fare anche tra le quattro mura di un appartamento, basta avere la volontà di farla. Importante quindi seguire video-lezioni di un insegnante esperto, nel caso siate già frequentatori di una palestra e avete a disposizione dei video inoltrati dai vostri istruttori, ma vanno bene anche quelli reperibili su internet, purché facciate un’attività adeguata alla vostra preparazione. Improvvisarsi atleti senza esserlo mai stati non giova alla salute, semmai potrebbe causare problemi. Per chi invece non ha mai fatto attività fisica o è passato molto tempo dall’ultima volta che ha frequentato dei corsi, perché non approfittarne adesso con tutto questo tempo a disposizione? Chiaramente, come dicevamo, con la giusta dose e seguendo un tipo di attività adatta ai principianti e adeguata alla propria età. Bastano due o tre volte alla settimana iniziando con una mezz’oretta di lavoro, aumentando poi progressivamente nei giorni e nelle settimane successive. Per chi è esperto, conosce già la frequenza e la durata della seduta di allenamento. Per tutti però un consiglio: tenere sempre a portata di mano dell’acqua, perché idratarsi durante o subito dopo l’attività fisica è molto importante.

Di seguito vi suggerisco alcuni esercizi semplici, fra i tantissimi da fare.

Esercizio per gli addominali: supini, braccia dietro la nuca, sollevare il busto 10/15 volte, per due serie.

Esercizio di stretching per la schiena: in piedi, gambe leggermente divaricate, una mano sul fianco, allungare l’altro braccio verso l’alto, sguardo alla mano, tenere 10 secondi e cambiare lato.

Esercizio di tenuta muscolare: aiutandosi con un panchetto o una scatola, schiena verticale, braccia libere lungo il busto, allungare una gamba in orizzontale, mentre l’altra rimane piegata in verticale, 10 secondi per gamba.

Esercizio Yoga 1 “Parvata – La montagna sacra”: la base del corpo rappresenta la forza della terra ed il vertice del capo la sua proiezione verso il cielo.

Esercizio Yoga 2 “Matsyendra – Signore dei pesci”: stretching rilassante che tonifica muscoli della schiena ed elasticizza la colonna vertebrale e le giunture.

Nella speranza e nell’attesa di ritrovarsi tutti insieme in palestra a fare ginnastica, nei parchi a camminare e a correre, in piscina a nuotare, noi continuiamo ad allenarci così perché #restiamocasa!


Licia Scardigli

Quando ancora i bambini nascevano a Vinci

Quando ancora i bambini nascevano a Vinci

Nel Giorno di Leonardo, un vecchio articolo – bellissimo – di Ilaria Morelli su quando ancora i bambini nascevano a Vinci, come il Genio.

tempo di lettura: 6 minuti

Oggi nascerebbe un personaggio che si possa definire “da Vinci”, ovvero nato e proveniente da Vinci, così come accadde al grande Leonardo esattamente 568 anni or sono? La risposta è negativa, i bambini nascono ormai nei reparti ospedalieri, che a Vinci non ci sono da anni. Salvo le eccezioni. La cronaca locale del quotidiano La Nazione, per esempio, ha riportato la notizia della nascita di un bambino in casa, a Sovigliana, lo scorso primo giorno di primavera, nel pieno dell’emergenza Covid, non avendo  il servizio del 118 fatto a tempo ad arrivare. L’evento veniva segnalato dalla giornalista come un segno di speranza, una vita che nasce, nel mezzo di uno dei periodi più tristi degli ultimi decenni della storia italiana. Or bene quel bambino, nato il 21 marzo, il giorno dei “poeti”, avrà il pregio di poter annotare nella carta d’identità “nato a Vinci”. È quindi per provenienza un nuovo “da Vinci”. La notizia ci ha riportato alla mente un articolo scritto nel 2016 da una storica e archivista di Vinci, Ilaria Morelli, che con piacere riproponiamo nel giorno in cui si festeggia la nascita del Grande Vinciano.

Nel percorso di ricerca dei cittadini vinciaresi, è sorta tra di noi una domanda: quanti ancora possono, a giusto titolo, carta d’identità alla mano, definirsi fieramente nati, come Leonardo, in quel di Vinci? Ben pochi, da quando, nel lontano dicembre 1979, la Clinica Leonardo chiuse il reparto di ostetricia optando per nuove branche d’indirizzo medico-chirurgico. La Clinica era nata nel 1963 con l’intento di dare alla Comunità di Vinci il “suo” ospedale e non sarebbe potuto mancare quindi, in pieno boom demografico, il reparto dedicato alle nascite dei futuri cittadini vinciaresi (il primo nato risale al 1° marzo di quell’anno); la salvaguardia della salute dell’infanzia, infatti, era sempre al centro dell’attenzione del suo fondatore, il dott. Marianelli, la cui prima specializzazione era stata proprio in pediatria. A capo del reparto era il dott. Mitola, medico ostetrico, assistito dalle ostetriche che si occupavano giorno e notte della cura delle pazienti. Il principale interesse del gruppo di lavoro era riuscire a fornire alla popolazione una “casa” dove poter partorire in tutta sicurezza: così era sentita dalle stesse ostetriche della zona che portavano le loro pazienti in Clinica per trovare mani esperte e medici preparati in grado di coadiuvarle nel difficile momento del travaglio; così si sentiva la stessa struttura che, non a caso, proprio come si fa a “casa”, per ogni nascituro attaccava il fiocco, rosa o celeste, alla porta d’ingresso. Nel periodo d’oro di fiocchi ne venivano messi dai 450 ai 500 all’anno ed i bambini non erano solo quelli di Vinci: venivano da Empoli, Cerreto Guidi, Capraia e Limite, Montelupo, sino ad arrivare da Certaldo e Castelfiorentino, dove il dott. Mitola aveva i suoi studi medici. 

L’attenzione per il difficile momento della nascita, ha origini lontane: fu Ferdinando III, passata la parentesi napoleonica, a riorganizzare la Deputazione degli Ospedali e Luoghi Pii del Granducato erigendo, tra i vari ospedali, l’Ospizio della Maternità, annesso all’Ospedale degli Innocenti di Firenze, per l’assistenza alle partorienti bisognose e per la formazione professionale di brave ostetriche; allo stesso periodo (circolare del 4 gennaio 1816) risale l’introduzione dell’obbligo, da parte di ogni comune, di mantenere a turno, per diciotto mesi, in detto Ospizio, una donna, di età compresa tra i venti e i trent’anni, che sapesse almeno leggere benissimo, perché fosse istruita da un professore d’ostetricia nella teoria e nella pratica. Già a partire dal 1827 la Comunità di Vinci si dotò di un’ostetrica condotta (il 18 dicembre venne eletta Maria Rosa Cicali), anche se, leggendo le carte, è possibile rilevare quanto il mestiere fosse poco apprezzato dagli amministratori. Eugenia Colombi, ad esempio, vincitrice del concorso del 1858, ma costretta, il 30 ottobre 1860, a dare le dimissioni per mancanza di sussidi, così è descritta nell’esercizio del suo ingrato lavoro “essendo già scorsi circa 15 mesi da che ha l’onore di esercitare la sua professione in detta Comune, con piena soddisfazione del pubblico, conforme lo dimostrano le gravi operazioni che ha condotto a buon effetto, mercé l’aiuto Divino, e le assidue cure da lei prestate alle partorienti di detta Comunità, senza riguardo al detrimento che cagionava alla propria salute, stante le gite disastrosissime che le convien fare tanto di giorno come di notte, e specialmente nell’inverno in tempi stranissimi, dovendo quasi sempre percorrere strade cattivissime e quasi impraticabili, lo che è causa che a dirlo in una parola, la meschinissima mercede che da molte famiglie le vien retribuita in compenso delle gravi fatiche da lei prestate alle partorienti di dette famiglie, non supplisce nemmeno ai laceri delle scarpe [..]“.

Ma la storia più toccante, forse, è quella della prima alunna inviata dalla Comunità alla scuola di ostetricia dell’Ospizio di Maternità di Firenze. Maria Enrichetta, figlia dell’ex medico chirurgo condotto del Comune di Vinci Francesco Dami e moglie del chirurgo condotto Antonio Sedoni (Il Dami, chirurgo di Vinci dal novembre 1816, aveva rinunciato alla condotta a favore del genero il 7 ottobre del 1836), si presentò, il 2 novembre 1836, al concorso per l’ammissione alla scuola, assieme a Bellocci nei Gambacciani Maria Anna Teresa del popolo di S. Maria a Spicchio e Ferroni nei Fabbrizzi Riccarda del popolo di S. Croce a Vinci, vincendolo facilmente: la Bellocci era analfabeta  e la Fabbrizzi sapeva soltanto leggere, mentre lei si distinse nel leggere e nello scrivere. Il 14 marzo 1838, l’Ill.mo e Regio Spedale dell’Innocenti di Firenze redasse il seguente certificato: “Enrica Sedoni moglie di Antonio che ha terminati i suoi studi ostetrici in questo Ospizio di Maternità, dove si è trattenuta a carico della Comunità di Vinci, oggi è partita dal detto Ospizio per tornarsene presso la sua famiglia [..] avendo ottenuta opportuna Matricola di Levatrice, in sequela dell’Esame sostenuto dalla medesima davanti l’I. e R. Collegio Medico“. Subito, nel Settembre di quell’anno, Enrichetta si premurò di inviare al Magistrato di Vinci l’istanza perché fosse istituito il posto di levatrice, ma le sue speranze durarono poco: alle due del pomeriggio del 12 febbraio 1839, all’età di appena di 26 anni, Enrichetta morì, probabilmente di parto, visto che la figlia Adele nacque proprio in quell’anno; non gli fu possibile vedere il figlio Alfonso, che chiamò la figlia col nome della madre, prendere il posto del padre alla condotta chirurgica di Vinci  (Antonio vi rinunciò, a favore del figlio, nel 1863). Credo che sarebbe bello poter pensare ad Enrichetta come alla figura simbolo delle intraprendenti madri “vinciaresi”.

Per quanto mi riguarda, per concludere il cerchio, mi rivedo ancora bambina, nelle mie visite alla nursery della Clinica Leonardo, in punta di piedi, con il naso appiccicato al lungo vetro che mi separava dalle piccole culle ed è ancora vivo il mio dispiacere quando, al suo posto, trovai un nuovo ambulatorio… ma così vanno i tempi. Resta, per chi ancora può vantarlo, il fiero vanto di affermare, a chi, anche all’estero, ti domanda dove sei nato:  a Vinci, la città di Leonardo! certo che l’interpellante saprà comprendere la tua risposta.


Ilaria Morelli, 2016

Gli eventi a Vinci a marzo 2020

Gli eventi a Vinci a marzo 2020

Il primo Vinciarese del mese è dedicato al calendario degli eventi. Scopriamo quali, quando e dove sono, senza dimenticarsi della Festa della Poesia.

AGGIORNAMENTO A MERCOLEDÌ 11 MARZO
È chiaro che non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni: siamo in uno stato d’emergenza nazionale e un calendario come quello sotto non ha più ragione di esistere.
Per quanto riguarda i nostri eventi – la Festa della Poesia – possiamo dichiarare il rinvio a quando tutto sarà finito e ci sarà tempo di pensare a cose più leggere e a ritrovarci a una conferenza o a teatro.

Con il primo Vinciarese di marzo (il ventesimo, da quando abbiamo cominciato a pubblicarlo) inauguriamo la parte dedicata agli eventi di Vinci. Questi sono tutti quelli previsti nel mese di marzo: mostre, conferenze, degustazioni, letture per bambini, eccetera.
Marzo è il mese della donna, così c’è anche il “Marzo rosa”, con quattro eventi dedicati a Lei.
Marzo è anche il mese della poesia, della nostra Festa della Poesia e dei tre giorni che l’associazione Vinci nel Cuore dedica a quest’arte e ai suoi interpreti.

Per qualsiasi altra cosa l’ufficio che dà le informazioni turistiche è disponibile in Via Montalbano 1, a Vinci Capoluogo (ufficioturistico@comune.vinci.fi.it, 0571.933285).

venerdì 6, alle 17.30
PALINGENESI
inaugurazione della mostra pittorica di Marcello Ciampolini
Spazio espositivo Via Montalbano
ingresso libero, mostra aperta fino al 29 marzo

sabato 7, alle 10
INTERCONNETTIAMOCI
conferenza sul tema della sicurezza nel mondo di internet
Teatro di Vinci

sabato 7, alle 10.30
SVEGLIA DORMIGLIONI
letture per bambini dai 4 agli 8 anni
biblioteca civica di Vinci

sabato 7, alle 16.30, per il Marzo rosa
OSTEOPATIA E FEMMINILITÀ
Benessere a 360° per tutte le età
Villa Reghini, Sovigliana

sabato 7, alle 21
SEBBEN CHE SIAM DONNE
serata di parole e musica; la politica come incontro; a cura della Consulta delle Donne di Vinci
Teatro di Vinci

domenica 8, alle 9
76° ANNIVERSARIO DELLA DEPORTAZIONE DI VINCI
incontro con gli studenti e con la cittadinanza
Teatro di Vinci

domenica 8, alle 16
LA DOMENICA LEONARDIANA. L’ENIGMA DELLE DONNE DI LEONARDO (EVENTO ANNULLATO)
info e prenotazioni: 0571.933285 | info@museoleonardiano.it
Villa Il Ferrale

domenica 8, alle 10
DIVENTO VINO
degustazione di vini a cura della Pro Loco Vinci
foresteria di Villa Pezzatini

mercoledì 11, alle 10.30
SBOCCIA LA PRIMAVERA
letture per bambini dai 4 agli 8 anni
biblioteca dei ragazzi, Sovigliana

sabato 14, alle 16.30, per il Marzo rosa
LA SALUTE DEL PAVIMENTO PELVICO
Incontro informativo sulle disfunzioni dell’area perineale
Villa Reghini, Sovigliana

sabato 21, alle 10
LA DANZA DELLE API E ALTRI MERAVIGLIOSI METODI DI COMUNICAZIONE A SEI ZAMPE
letture per bambini dai 7 ai 12 anni
biblioteca dei ragazzi, Sovigliana

sabato 21, alle 16.30, per il Marzo rosa
SESSUALITÀ LUNGO L’ARCO DELLA VITA
I cambiamenti del corpo femminile e la sua percezione in tutte le età
Villa Reghini, Sovigliana

sabato 28, alle 16.30, per il Marzo rosa
IL CERCHIO ROSSO
Incontro alla scoperta della ciclicità della vita femminile, dalla prima mestruazione alla menopausa
Villa Reghini, Sovigliana

domenica 29, dalle 8.30
UNA CORSA GENIALE
corsa tra Collodi e Vinci
info: unacorsageniale.it

domenica 29, dalle 13
GIOCAGIN
palazzetto ‘Falcone e Borsellino’, Sovigliana

domenica 29, alle 18
CELEBRAZIONI PER IL 7° CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE ALIGHIERI – CANTO VIII
Flegias, il passaggio sullo Stige e le mura della città di Dite
chiesa di S. Bartolomeo, Sovigliana


Vinci nel Cuore