Premio per il giornalismo ‘Li omini boni’, un ricordo per Antonio Bassi

Il 29 novembre 2015 alle ore 16 presso la Biblioteca Leonardiana torna il fortunato ciclo di incontri organizzato dal Comitato/Archivio Vinci del Cuore! con un appuntamento e ospiti speciali nel ricordo di un amico, Leonardo Berni, il cronista degli ultimi cinquant’anni della storia di Vinci.
Lo fa, tuttavia, con una veste nuova e originale. Lo scorso anno gli amici di Leonardo Berni assieme al Comitato Vinci nel Cuore! istituirono un premio giornalistico dedicato ai cronisti locali. In considerazione del successo, da quest’anno il premio è stato istituzionalizzato nell’ambito di una cornice più ampia dedicata alla comunicazione sociale.
Il nuovo regolamento, adottato in via sperimentale, prevede un sondaggio preliminare tra gli addetti ai lavori e appassionati. L’intenzione è quella di mantenere e valorizzare il carattere popolare dell’iniziativa che ha il patrocinio del Comune di Vinci e della Pro Loco Vinci.
La nuova manifestazione s’intitola LI OMINI BONI DESIDERANO SAPERE, aforisma preso a prestito da Leonardo, a cui viene intitolato il premio per la comunicazione sociale.
Raccolte le segnalazioni degli addetti dei lavori e amici del premio, la Commissione composta per questa edizione da Mauro Banchini, Sara Bessi, Massimo Mancini ha individuato alcuni nominativi a cui sono stati assegnati i riconoscimenti previsti dallo Statuto. Il premio per la Comunicazione Sociale è stato assegnato a Marco Hagge, giornalista radiotelevisivo, coordinatore del programma Bellitalia, la più antica rubrica sui beni culturali della Rai. Un grande divulgatore, sostenitore che l’arte sia qualcosa di radicato nel territorio, accessibile a tutti, che la cultura non sia soltanto tradizione storica, ma qualcosa che vive nel quotidiano, con la gente. Ha dichiarato poco tempo fa: “Per me è un privilegio fare questo lavoro perché mi sentire utile alla comunità. La cultura è un fatto di tutti i giorni, bisognerebbe riscoprirla nella sua dimensione quotidiana, e poi è divertente, ti aiuta a vedere il mondo in una maniera più acuta, non scontata. E sei in contatto con il meglio che è stato prodotto”.
Al giornalista Guido Fiorini, attualmente caporedattore de Il Tirreno di Piombino, in passato di Empoli e di Grosseto, viene assegnato il premio per il “cronista toscano”. Nella sua carriera giornalistica si è trovato a gestire e raccontare da una redazione locale il caso della Costa Concordia. Quando è giunta la notizia che la nave si era incagliata sullo sperone di roccia del Giglio, lui è arrivato subito. Ha lavorato 94 giorni consecutivi per seguire l’evoluzione del dopo naufragio e successivamente tutte le vicende giudiziarie fino alla sentenza penale di condanna. Ha scritto con Angela Cipriano il libro verità “Le Voci della Concordia. Le emozioni, il dolore, i ricordi, la ricerca della verità. Parlano i protagonisti”. Un fatto che ricorderemo a lungo e un libro che rimarrà negli annali del giornalismo.

Il Premio ‘Leonardo Berni’ per un corrispondente locale è stato assegnato a Giulio Panzani, per oltre quarant’anni corrispondente da Fucecchio del quotidiano La Nazione, grande animatore e raccontatore di quella piazza. Poeta, critico letterario e d’arte, scrive su importanti riviste del settore. Tra i fondatori e organizzatori del Premio Letterario Città di Fucecchio giunto quest’anno alla quarantesima edizione. In tale contesto, non si può tuttavia dimenticare un altro storico corrispondente empolese, recentemente scomparso, Antonio Bassi, a cui verrà rivolto un ricordo speciale.
La manifestazione serve a ribadire ancora una volta il ruolo e la funzione del cronista locale, quale mediatore culturale in un mondo dell’informazione senza più confini, di una piazza digitale dove tutti hanno accesso e dinanzi alla quale ogni giorno ci si deve rapportare e confrontare. La giuria e l’organizzazione hanno pensato anche ad un premio speciale per il mondo dei social network, ancora riservato, che verrà assegnato in una separata e speciale occasione, anche in considerazione delle segnalazioni pervenute. Ai vincitori, “Li omini boni” nel significato leonardesco del termine, sarà donato l’”Albero della Vita”, opera in terracotta del maestro Alessandro Taccini: un bellissimo simbolo di un territorio e di un’arte antica ad esso connaturata, capace di rinnovarsi con il passare dei tempi, il variare della cultura, la sensibilità degli uomini. Ingresso libero.

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