Leonardo da Vinci… l’uomo

Chi era Leonardo ce lo racconta Sara Prossomariti, storica, guida turistica, scrittrice. Il profilo inusuale di un uomo che voleva conoscere.

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Sara Prossomariti è storica, guida turistica, scrittrice, in ordine rigorosamente sparso. Racconta Napoli, Pompei ed Ercolano come pochi e ha scritto un bel po’ di libri, tutti editi da Newton Compton. Trovate tutto su di lei sul suo sito.
Di solito scrive di Roma e Grecia antiche, ma ne “I grandi personaggi del Rinascimento”, dice la sua su Leonardo da Vinci, per cui le abbiamo chiesto di raccontarlo anche a noi.


Leonardo Da Vinci è forse uno degli artisti più famosi al mondo. Sono pochi quelli che non lo conoscono, anche se qualcuno lo associa solo alle Tartarughe Ninja. Genio, artista, inventore e chi più ne ha più ne metta, Leonardo Da Vinci è una di quelle persone che fanno venire l’ansia da prestazione, diciamoci la verità. Ma era davvero così?

Da storica ho deciso di indagare meglio la vita di questo artista e, anche se inizialmente l’impressione avuta era quella di veder crollare un mito, alla fine l’ho apprezzato ancora di più. Sì, perché mano mano che andavo avanti mi ritrovavo di fronte un uomo, con tutti i classici problemi degli esseri umani, che però non si è mai fermato, ma ha sempre cercato di eccellere.
La sua infanzia, tanto per cominciare non è stata idilliaca. Il padre aveva avuto una relazione extraconiugale con una donna di nome Caterina e quando Leonardo nacque, il 15 aprile del 1452, fu dato in custodia ai nonni paterni e letteralmente abbandonato dai genitori. Saranno i nonni quindi, insieme a uno zio, a crescere questo ragazzino normalissimo.
Altro errore che comunemente si fa è quello di immaginare Leonardo sempre vecchio. I più associano il suo volto a un disegno in sanguigna conservato a Torino; ma che sia chiaro: Leonardo è stato, come tutti, un bambino, un adolescente e un uomo. Peraltro non siamo neanche certi che quel famoso disegno rappresenti realmente Leonardo. C’è chi sostiene si tratti semplicemente di un disegno preparatorio di uno degli apostoli del Cenacolo o di qualcosa di simile, per cui dobbiamo essere cauti. 

Anche Leonardo, come tutti, ha avuto i suoi brutti momenti. A Firenze hanno sempre preferito Michelangelo a lui e lo stesso a Roma. Ecco perché nei periodi della sua vita trascorsi in queste due città le soddisfazioni furono ben poche. Inoltre, nel 1476, dovette subire un processo per sodomia. Questo ha spinto molti studiosi a indagare sui suoi gusti sessuali. Non sappiamo se fosse omosessuale o meno, certo non era particolarmente interessato all’amore. Aveva troppo da fare col suo lavoro per occuparsi di altro. Chi sostiene la tesi dell’omosessualità di Leonardo lo fa basandosi anche sui suoi disegni. Le muscolature maschili sono troppo perfette, dice qualcuno, per non essere state fatte da qualcuno che le abbia particolarmente apprezzate. In realtà considerando quanto era attento ai dettagli Leonardo, una cosa del genere appare alquanto normale. Comunque a noi poco importa.

La stragrande maggioranza delle opere di Leonardo sono rimaste incompiute o sono andate perse. Alcune sono scomparse, perché nella foga di sperimentare nuove tecniche i risultati ottenuti non erano ottimali, come nel caso del Cenacolo, che è salvo per puro miracolo; altre non sono mai state portate a termine, come dicevamo. Di fatto, quello che salta all’occhio leggendo la biografia di questo grande artista è la sua fame di conoscenza. 
Non avendo ricevuto una buona istruzione da bambino è possibile che, una volta giunto a Firenze nella bottega di Andrea del Verrocchio, avesse scoperto un mondo a lui sconosciuto. Un mondo fatto di esperimenti, conoscenza, storia, che deve averlo affascinato così tanto da mettere in secondo piano tutto. La sua foga di sperimentare e conoscere lo ha spinto a occuparsi di tutto e a interrompere molti progetti quando ormai non lo stimolavano più. Era così famoso per la sua incostanza che i fiorentini, quando gli commissionarono la famosissima Battaglia di Anghiari, gli fecero firmare un contratto speciale. Insomma, se Leonardo avesse lasciato anche quest’opera incompiuta avrebbe dovuto restituire l’anticipo pagatogli dalla città, cosa che puntualmente avvenne. 
Non dimentichiamo che Leonardo fu anche un ingegnere militare e che come tale lavorò per Cesare Borgia. Addirittura, e pochi lo sanno, quando Lorenzo il Magnifico lo raccomandò al signore di Milano, Ludovico il Moro, lo fece presentandolo come un bravo musico. 

Insomma siamo di fronte a qualcuno che molti hanno voluto costringere nel ruolo di genio, ma che in realtà è un uomo. Il che è molto meglio. Alla parola genio molti immaginano una persona alla quale tutto venga con facilità; gli uomini invece devono impegnarsi per ottenere dei risultati. Leonardo, quando era ormai più che grandicello, quando ormai tutti conoscevano il latino, decise di mettersi a studiare questa lingua a lui sconosciuta solo per poter leggere i trattati di architettura e ingegneria.  
Il suo vero mentore fu per tutta la vita Andrea del Verrocchio, che gli fece praticamente da padre. Leonardo provò un tale rispetto nei suoi confronti che pur potendo aprire una bottega tutta sua, finché rimase a Firenze lavorò con lui e anche quando andò via attese la morte del maestro per mettersi in proprio. 

Scardiniamo, infine, un ultimo mito relativo alla scrittura speculare dell’artista. Leonardo non scriveva così per nascondere dei segreti o per chissà quale altro motivo, ma perché era mancino. I mancini che non vengono corretti da bambini per imparare a scrivere come i destrorsi, cosa che accadde a Leonardo, scrivono esattamente così perché è più comodo. 
Insomma Leonardo è stato un visionario. Ha precorso i tempi così tanto da essere preso per pazzo molto spesso. Leonardo ha anticipato anche Steve Jobs. Il motto di Jobs è sempre stato “stay hungry, stay foolish“.
Beh Leonardo lo è stato cinquecento anni prima di lui.


Sara Prossomariti

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