Li omini boni, sul palco della quinta edizione anche Rosaria Bux e le sue ragazze

Sarà anche l’occasione per la consegna del Cecco Santi 1856 a Eugenio Giani, Presidente del Consiglio della Regione Toscana.

La cerimonia per il premio giornalistico ‘Li omini boni’ per la comunicazione e ‘Leonardo Berni’ per il Cronista Toscano si va componendo di nuovi elementi.
Oltre agli ospiti già annunciati – Corrado Formigli e Stefano Massini per ‘Li omini boni’ e Alessandro Bientinesi come Cronista Toscano 2018 – domenica 25 novembre saranno presenti al teatro di Vinci anche la compagnia teatrale AlBeLuMaRe e Rosaria Bux, la regista che ne ha curato lo spettacolo teatrale “Incontrando Ilaria”, uno studio a cinque voci su ‘Lo schifo’, l’opera dello stesso Massini sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che Alessia, Benedetta, Luisa, Matilde, Rebecca e Maria Vittoria (dalle iniziali dei loro nomi deriva l’acronimo che contraddistingue il gruppo), tutte adolescenti di Prato, hanno reinterpretato secondo le proprie sensibilità.
Lo spettacolo, di cui Mauro Forte ha curato l’allestimento tecnico, è stato già presentato in altre rassegne dell’area pratese durante il 2018; durante la cerimonia verrà presentato un breve estratto dello stesso, che diverrà ulteriore tratto comune fra Corrado Formigli, che per due volte ha scritto il proprio nome nell’albo dei vincitori del premio ‘Ilaria Alpi, e Stefano Massini, autore della sceneggiatura a cui si sono liberamente ispirate le ragazze guidate dalla Bux.

Nel corso del pomeriggio interverrà anche Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, al quale l’associazione Vinci nel Cuore conferirà per l’occasione il Cecco Santi 1856, uno dei simboli dell’associazione stessa, per l’attività di promozione e di valorizzazione delle tradizioni popolari di Vinci e della Toscana nel mondo.
È una riproduzione artistica dell’immagine del primo Cecco Santi, che volò a Vinci nel 1856 a cavalcioni di un drago che sputava fuoco, come ricorda anche lo scrittore Renato Fucini. Nella tradizione ottocentesca Cecco Santi rappresentava infatti il maligno che si può nascondere in ognuno di noi e che con il volo, meglio il getto, dalla torre viene ricacciato nella terra.
Il Volo di Cecco Santi, all’epoca considerata una festa sacro-profana, è stato organizzato dalla Compagnia del SS. Crocifisso fino agli anni Trenta dello scorso secolo, “volando” nel giorno della SS. Trinità.

Intanto, oltre all’Agenzia Generali ‘Ramacciotti’ di Empoli, anche la Fondazione Sesa contribuisce alla cerimonia con l’altro Leonardo d’Oro.

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